Oggi vi parlerò di un film per certi versi unico, che vi lascerà a bocca aperta per le sue immagini spettacolari. Il connubio tra cinema, letteratura e tecnologia ha dato infatti vita a “Viaggio al centro della terra 3D” ispirato proprio al celebre romanzo di Jules Verne. Dicevamo unico perché in questa pellicola assistiamo ad un uso innovativo del 3D che per la prima volta viene usato in un film live action. Grazie alla particolare unione di queste due tecnologie e a un’ambientazione spettacolare, il divertimento è assicurato e l’esperienza cinematografico nel suo genere, unica.
Il film narra le vicende di una spedizione scientifica in Islanda, nel quale lo scienziato visionario Trevor Anderson insieme a suo nipote Sean e la seducente guida locale Hannah si ritrovano intrappolati in una caverna. Per cercare di trovare la via d’uscita sono costretti a prendere l’unica strada possibile: la discesa sempre più in profondità fino agli abissi della terra. Qui il gruppetto si troverà di fronte uno scenario inimmaginabile: mondi surreali, creature irreali come piante carnivore che divorano umani, enormi piranha volanti, uccelli splendenti e i dinosauri del passato. Ma i tre capiranno in breve che che la loro vita non è solo messa in pericolo dai terribili mostri, ma anche dall’attività vulcanica che sembra aumentare senza sosta e li costringerà a cercare al più presto la fuga da quel mondo surreale.
Il film diretto dal regista Eric Brevig, vede tra i protagonisti Brendan Fraser, nei panni dello scienziato visionario, rifiutato dalla parte accademica, Josh Hutcherson in quelli di suo nipote Sam e la bella Anita Briem che interpreta la parte dell’esperta locale. La pellicola è costata 60 milioni di dollari, ma negli Stati Uniti ha superato i 100 milioni d’incasso, piazzandosi terza come incasso del 2008 dietro Hellboy 2 e Hancock. Per la promozione la Disney ha usato anche i propri parchi di divertimento, incentrando la pubblicità sulla spettacolarità del 3D, ma per godere appieno di questa tecnica ci vogliono cinema opportunamente attrezzati e pochi sono quelli che dispongono di tale attrezzatura. Negli Stati Uniti solo il 56% dei cinema è stato predisposto per questo tipo di visione. Le sale di ultima generazione infatti rendono possibile la proiezione in RealD Cinema, il primo lungometraggio mostrato in queste sale è stato Chicken Little.
Un film che, dicevamo, per essere goduto appieno ha bisogno delle sale di ultima generazione, ma la spettacolarità degli ambienti ricostruiti al computer e l’uso del 3d lo rende comunque godibile anche su schermi normali. Se volete un’esperienza cinematografica diversa all’insegna della pura tecnologia e del divertimento, correte a vederlo!


