mercoledì 3 dicembre 2008,
Cinema
E’ un momento d’oro per Anne Hathaway. La sua bravura viene paragonata a quella delle più grandi attrici di Hollywood e se la sua carriera era partita in sordina, specialmente nel nostro paese, ora non è più così. I suoi occhi da cerbiatta non le fanno più avere solo ruoli da damina dell’800, ora Anne è riuscita a imporsi anche come attrice drammatica. Ma Anne non ha molto da sorridere, e la colpa è della rottura della liaison con Raffaello Follieri accusato di associazione a delinquere e riciclaggio di denaro. Una relazione durata diversi anni, all’insegna del lusso e delle bugie.
Da quando ha rotto il suo fidanzamento con Follieri la Hathaway è stata al centro della stampa gossippara che le ha attribuito decine di flirt, tra cui persino uno omosessuale con la collega Emily Blunt. Anne ci tiene però a dire di non aver trovato ancora l’anima gemella e che quelle sui giornali sono tutte sciocchezze: “Sono ancora sigle. Persino i miei amici mi chiamano per chiedermi se è vero che ho una storia con questo o con quello. Gli rispondo che sono tutte sciocchezze – rivela l’attrice – Ho detto loro di non leggere i tabloid o i siti web e non credere a ciò che raccontano. Mi hanno fatto avere storie con Josh Lucas, Brody Jenner e persino Emily Blunt. Ma io non sono lesbica…!".
Parla Anne e ci va giù duro. Non col suo ex fidanzato, ora in prigione, Raffaello Follieri, ma con il mondo della moda, oggetto degli attacchi anche della pellicola che l’ha resa famosa: “Il diavolo veste Prada”. Il mondo della moda? È composto per una parte da un branco di isterici” – dice la Hathaway – “ La gente che ci lavora e non conta viene spesso trattata come fossero schiavi. Il film che ho girato poteva essere ancora più duro. In quel mondo talvolta non c’è umanità ma schiavitù”. Credo che ‘Il Diavolo veste Prada’ sia stato anche troppo benevolo. C’è gente che mi ha raccontato scene molto più crude, di vero e proprio mobbing esasperato”. Anne si riferisce alle segretarie, che a suo dire subirebbero vere e proprie aggressioni verbali, ma anche le stesse modelle, soprattutto quelle sconosciute, che a volte vengono trattate come carne da macello.