Oggi vi parleremo della Lancia del Destino o Lancia di Longino, che la vuole essere stata quella con cui il soldato romano Longino trafisse il costato di Gesù sulla croce. Essa è citata nel Vangelo secondo Giovanni in cui si racconta che un soldato colpì Cristo con una lancia per assicurarsi che fosse morto. Avendo trafitto il costato del figlio di Dio e restando bagnata col suo sangue, la lancia venne considerata una vera e propria reliquia dotata di poteri straordinari.
Col tempo, il mito della lancia del destino e quello dei racconti di Re Artù e della ricerca di Parsifal si fusero, ed esso diventò uno degli oggetti sacri della “Processione del Graal” descritta da Chretien de Troys. Altre origini del suo mito potrebbero poi venire da un’antica tradizione celtica nella quale una lancia, la lancia di Lugh, era uno dei quattro potenti oggetti magici dati in dono ai loro sudditi, dai Tuatha de Danaan, nelle leggende scozzesi antichi regnanti nelle arrivati dallo spazio.
Che fosse quella di Longino o meno, la lancia, conosciuta come Heilige Lance, lancia sacra, segnò la storia. Secondo la leggenda fu con essa che Teodosio sconfisse i Goti nel 425 d.C., il generale Ezio respinse Attila e Carlo Martello sconfisse gli arabi a Poitiers. Essa finì poi nelle mani di Carlo Magno, di Federico Barbarossa e degli Asburgo, che infine decisero di riporla nella stanza del Tesoro del palazzo dell’Hofburg a Vienna. Qui, le fu incastonato un chiodo, ritenuto essere uno di quelli della croce di Gesù.
La sua natura di lancia dotata di poteri sovrannaturali e la sua gloriosa storia nelle battaglie, colpì la fantasia dell’allora ventenne, ma già ambizioso, Adolf Hitler che in una visita a Vienna ne rimase affascinato. Secondo il suo amico personale dell’epoca, Walter Johannes Stein, fu proprio l’esperienza mistica vissuta di fronte alla Lancia che portò Hitler in seguito ad appassionarsi di esoterismo.
La brama del gerarca nazista verso l’oggetto, lo portò nel marzo del 1939, a seguito dell’annessione dell’Austria, a far prelevare la reliquia e portarla a Berlino. Hitler era infatti convinto che con la lancia al suo fianco sarebbe uscito vincitore da ogni guerra. Dopo la sconfitta di Stalingrado chiese di farla trasferire in un nascondiglio segreto, ma il 30 aprile 1945, poche ore prima del suo suicidio, gli uomini dell’O.S.S. la ritrovarono, custodita in una camera blindata sotto l’antica fortezza di Norimberga. L’ordine di cercarla pare fu dato da Churchill in persona e il generale Patton che diresse le operazioni, ammise più tardi di aver avuto la tentazione di tenere la lancia con sé, convinto anche egli del suo straordinario potere.
Fortunatamente il generale cambiò idea e la riconsegnò all’Austria, dove si trova tuttora in una teca dell’Holfburg di Vienna. Magari non fu la lancia che ferì Gesù, magari non avrà poteri straordinari, ma ha il pericoloso potere di farlo credere. Meglio che rimanga lì nella teca, di sangue ne ha già versato troppo.



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